DAVIDE ENIA – L’ABISSO | ESTATE FIESOLANA

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ESTATE FIESOLANA 2020

Teatro di Roma – Teatro Biondo Palermo – Centro di Produzione Teatrale

in collaborazione con Festival Internazionale di Narrazione di Arzo presentano

L’ABISSO

di e con DAVIDE ENIA
musiche composte ed eseguite da GIULIO BAROCCHIERI

spettacolo tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)

Premio UBU 2019 – “miglior nuovo testo italiano”
Premio Le Maschere del Teatro 2019 a Davide Enia come “miglior interprete di monologo” Premio Hystrio Twister 2019 – “miglior spettacolo della Stagione”

Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Io ero senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari.

Ho trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Rispetto al materiale che avevo precedentemente studiato, in quello che stavo reperendo di persona c’era una netta differenza: durante i nostri incontri si parlava in dialetto. Si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usandone suoni e simboli. In più, ero in grado di comprendere i silenzi tra le sillabe, il vuoto improvviso che frantumava la frase consegnando il senso a una oltranza indicibile. In questa assenza di parole, in fondo, ci sono cresciuto. Nel Sud, lo sguardo e il gesto sono narrativi e, in Sicilia, «‘a megghiu parola è chìdda ca ‘un

si dice», la miglior parola è quella che non si pronuncia.
Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.
Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo.

NOTE DI REGIA

Come raccontare il presente nel momento
della crisi. Questa domanda nasconde
continue insidie. In assoluto, il continuo
rischio di spettacolarizzare la tragedia. Il
lavoro è indirizzato, quindi, verso la ricerca
di una asciuttezza continua, in cui parole,
gesti, note, ritmi, cunto devono risultare
essenziali, irrinunciabili, necessari alla
costruzione del movimento interno. Questo
ha determinato il carattere performativo del
lavoro in scena, in cui si riproietta se stessi
nel preciso stato emotivo che ha generato
tutto, immergendosi dentro quell’esatta
condizione del sentimento, in un loop che si
ripete replica dopo replica, in un ritorno continuo che non ha esito se non il suo essere rivissuto, parola dopo parola, gesto dopo gesto, suono dopo suono, trauma dopo trauma, cunto dopo cunto.

luglio 16 2020

Details

Date: giovedì 16 luglio
Time: 21:15
Website: Visit Event Website

Venue

Teatro Romano di Fiesole

Via Portigiani 1
Fiesole, 50014 Italia

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